Page 11 - Inconciliabilità tra cristianesimo e marxismo nelle riflessioni del giovane Luigi Sturzo
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3.- SENZA COMPLESSI DI INFERIORITÀ

                   Il socialismo, a giudizio di  Sturzo, deve essere valutato sotto il  duplice
              aspetto storico e logico. Dal punto di vista storico «esso servirà a dare i più fieri
              colpi all'attuale società liberale fondata sull'ingiustizia, per farla precipitare
              dal falso trono dove è stata posta». Il suo «quarto d'ora [ ... ] durerà poco o
              molto, lascerà tracce più o meno durevoli, secondo la preparazione e la resi-
              stenza dei cattolici». A questo punto il giovane sacerdote sente il bisogno di spe-
              cificare il concreto significato che egli intende dare al termine resistenza e così
              immediatamente prosegue:  «E quando dico resistenza non intendo parlare di
              qualsiasi resistenza, ma di quella che si attua nel campo sociale e politico [ ...
              ]». Dunque resistenza piena, a trecentosessanta gradi. E c'è una sostanziale moti-
              vazione in tale decisa presa di posizione, calcolata dal punto di vista logico, «per-
              ché [ ... ] - Sturzo scrive esplicitamente - il socialismo è l'opposto e l'antitesi
              del cattolicesimo sociale o democrazia cristiana» (lvi: p. 173).

                   Egli non ha dubbi di sorta: cristianesimo e marxismo sono inconciliabili, si
              rinnegano a vicenda. Come dire che logicamente non esiste una possibilità di sin-
              tesi tra l'uno e l'altro. Un loro incontro «si esclude senza discussione» (L. Sturzo
              1902). Sarebbe, in effetti, contro lo stesso spirito e la stessa finalità delle loro dot-
              trine e nessuno dei due potrebbe essere utilitaristicamente interessato a sollecitarlo.
              Esiste netta e totale divergenza nella loro rispettiva visione della realtà. Per Sturzo
              il «problema sociale, posto avanti dalla logica inesorabile dei due fatti storici,
              è questo: se la società debba essere organica o disorganica,  libera o schiava,
              secondo natura o contro natura». In tutto il resto, al di fuori di ciò, «vi possono
              essere transazioni, coincidenze, ripercussioni, accordi;  non mai in questo
              punto cardinale. Onde il cozzo formidabile e necessario tra le due formule
              sarà il fenomeno della società avvenire» (Sturzo 1961: pp.  173-174).

                   Da qui l'esigenza avvertita dal giovane Sturzo di organizzare le classi la-
              voratrici per la realizzazione di un ordine sociale autenticamente cristiano: un par-
              tito di cattolici potrebbe costituire il mezzo più idoneo per raggiungere l'agognata
              meta. Ma le circostanze politiche, causate dalla tensione tra la Chiesa e lo Stato,
              non gli consentono ancora di creare una forza parlamentare. Ciò, comunque, non
              significa che egli, sin dai primi anni della sua attività in seno all' Opera dei Con-
              gressi e ai circoli democratici cristiani, non abbia una chiara visione ideologica e
              organizzativa di quello che dovrebbe essere un partito di cattolici, anche perché
              l'esperienza calatina gli dà occasione di dare vita e struttura a un efficace apparato
              politico e di partecipare alle elezioni amministrative (Cfr. E.  Guccione 20 l 0:  pp.
              32-44).


                    I lineamenti del futuro partito, così come va maturando nel pensiero poli-
              tico di  Sturzo, si trovano in un suo articolo apparso l' 8 febbraio  1902,  con lo
              pseudonimo «Il Crociato», su «La Croce di Costantino» e relativo alla situazione

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