Page 5 - Inconciliabilità tra cristianesimo e marxismo nelle riflessioni del giovane Luigi Sturzo
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INCONCILIABILITÀ TRA CRISTIANESIMO E MARXISMO
                      NELLE RIFLESSIONI DEL GIOVANE LUIGI STURZO



              l. - REAZIONE ALL'EMERGENTE SOCIALISMO

                    La reazione all'emergente socialismo, il quale, tra la fine del secolo XIX e
              l'inizio del XX, si identificava sempre di più con l'ideologia marxista, fu imme-
              diata in seno al movimento cattolico italiano. Si trattò di una controffensiva con
              un duplice obiettivo: evidenziare e contestare la fallacia di una dottrina carente di
              valori religiosi e morali e, in pari tempo, lanciare una sfida in campo pratico e of-
              frire alla classe lavoratrice e ai meno abbienti in genere adeguate soluzioni ai loro
              problemi. Luigi Sturzo, assieme a Romolo Murri e a Ignazio Torregrossa, fu, cer-
              tamente, tra i più sensibili nel comprendere la gravità del nuovo pericolo per la
              Chiesa e per la società.

                    Egli, sin dai primi anni della sua attività sociale - volta a creare una co-
              scienza cooperativistica tra i contadini, tra gli artigiani e tra gli operai, e ad assi-
              curare una corretta gestione della civica amministrazione di  Caltagirone - non
              trascurò mai di  mettere in evidenza, anche per scongiurare possibili cedimenti,
              l'antitesi esistente tra il cristianesimo e il marxismo. Non si lasciò sfuggire occa-
              sioni per insistere sulla necessità di una più coerente e incisiva azione dei cattolici
              nella vita pubblica italiana, sia per rispondere al nuovo orientamento della Santa
              Sede, sancito dalla Rerum Novarum di Leone XIII, sia per bloccare l'avanzata dei
              socialisti, che, nel Settentrione d'Italia così come nel Meridione, cominciavano a
              conseguire i primi successi tra i lavoratori delle fabbriche e delle campagne.

                    Il giovane sacerdote siciliano, d'intesa con Romolo Murri, avrebbe voluto
              dal Pontefice «via libera» per organizzare un vero e proprio partito politico da
              contrapporre al socialismo e alliberalismo, ma, ripetutamente deluso a causa della
              permanenza in vigore del «non expedit», riuscì a superare i momenti difficili e ad
              attendere tempi migliori, che, come è noto, giungeranno soltanto nel lontano in-
              verno dell919, allorquando egli potrà dare vita al Partito Popolare Italiano. Nelle
              sue crisi e nei suoi travagli, provocati dalle incomprensioni degli amici e dalla ri-

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